Quando mi chiamano in cantiere e mi chiedono che tipo di pareti in laterizio blocchi conviene scegliere, la mia risposta non è mai una sola. Dopo vent’anni passati tra fori di cantiere e uffici tecnici, ve lo dico senza giri di parole: la scelta del blocco giusto vale più di metà del lavoro di posa. Ricordo ancora un cantiere a Caltanissetta dove il cliente aveva comprato blocchi da 8 centimetri per una parete portante, convinto di risparmiare qualche centinaio di euro. Quella parete l’abbiamo demolita prima ancora di intonacarla. In questa guida vi spiego come si scelgono e come si posano le pareti in laterizio, con le dritte che ho imparato sul campo.
Pareti in laterizio blocchi: le tipologie principali
Innanzitutto, facciamo chiarezza su cosa intendiamo con pareti in laterizio blocchi. Il laterizio è argilla cotta, un materiale che conosco bene perché ci lavoro da una vita. Di solito, i blocchi si dividono in tre famiglie in base alla percentuale di foratura: forati, semipieni e pieni. Inoltre, la norma di prodotto è la UNI EN 771-1, mentre per l’uso in struttura vale il D.M. 14 gennaio 2008, le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018).
In pratica, quando progetto una parete, controllo sempre la categoria del blocco e la sua resistenza caratteristica a compressione, che si indica con la sigla fb. Tuttavia, molti clienti guardano solo il prezzo al metro quadro e dimenticano che un blocco economico con fb bassa non regge un solaio. In genere, per le pareti portanti servono blocchi con fb dichiarata dal produttore e marcatura CE, obbligatoria per legge. Pertanto, diffidate sempre dei blocchi senza documentazione: in un cantiere a Enna ho visto partite intere senza certificato, e le abbiamo rispedite al fornitore.
Blocchi forati, semipieni e pieni: come distinguerli
In primo luogo, i blocchi forati hanno una percentuale di foratura superiore al 45%. Risultano leggeri e facili da maneggiare, perfetti per i tamponamenti, cioè per le pareti che non portano carichi. Ad esempio, uso questi blocchi di solito per le murature di chiusura degli edifici residenziali e per le pareti divisorie interne. In secondo luogo, i blocchi semipieni hanno una foratura tra il 15% e il 45%: rappresentano il compromesso migliore tra peso e resistenza. Di norma, impiego questi ultimi per le murature portanti di edifici fino a due o tre piani.
Da un lato, i blocchi pieni, con foratura inferiore al 15%, restano i più resistenti, adatti a pilastri, architravi e muri di contenimento. Dall’altro lato, costano di più e pesano anche 18 chilogrammi al pezzo, quindi la posa richiede più tempo e manodopera. In ogni caso, la scelta dipende dal calcolo strutturale: non si decide mai a occhio. In effetti, ho visto errori clamorosi fatti da improvvisati che usavano blocchi forati dove servivano semipieni, con crepe comparse dopo un anno.
Quando scegliere i blocchi in laterizio
Ormai, la domanda che mi fanno più spesso è: ma quando convengono davvero le pareti in laterizio blocchi rispetto ad altre soluzioni? In sostanza, il laterizio vince quando servono resistenza al fuoco, isolamento acustico e traspirabilità. Ad esempio, una parete in blocchi semipieni da 25 centimetri, intonacata su entrambi i lati, offre una massa superficiale che aiuta tantissimo contro i rumori dei vicini. Inoltre, il laterizio non marcisce, non attira i topi e dura decenni senza manutenzione.
In particolare, per le zone sismiche le NTC 2018 impongono regole precise su armatura delle murature e qualità dei giunti. Per questo, se costruite in zona 1 o 2, fate sempre verificare il progetto da un ingegnere strutturista. In tal caso, il risparmio sul progetto è l’errore più caro che possiate fare. In genere, per le ristrutturazioni interne, invece, preferisco i blocchi forati o i sistemi a secco: dipende dai carichi del solaio e dal budget. In ogni caso, la scelta giusta nasce sempre da un confronto onesto sui costi e sulle prestazioni.
Come posare le pareti in laterizio blocchi: guida passo per passo
Attrezzatura necessaria
Prima di tutto, procuratevi l’attrezzatura giusta: betoniera o impastatrice, secchio, cazzuola, filo a piombo, livella da muratore, martello di gomma, flex con disco per laterizio e una squadra metallica. In aggiunta, servono i distanziatori per i giunti e una smerigliatrice per tagliare i blocchi in modo pulito. In genere, non lesinate sulla qualità della malta: io uso sempre malta premiscelata per murature, che garantisce una resistenza costante.
Fase 1: preparazione del sottofondo
Successivamente, preparate il piano di posa. Il sottofondo deve essere pulito, livellato e ben costipato. Di solito, stendo un primo letto di magrone o di malta di allettamento spesso almeno 2 centimetri, per compensare le irregolarità. Inoltre, controllo con la livella che il primo corso sia in perfetta bolla: da lì dipende la verticalità di tutta la parete. In pratica, un errore di un centimetro alla base diventa una parete storta in cima.
Fase 2: tracciamento e impostazione degli angoli
In seguito, traccio la linea di riferimento con il cordino e imposto gli angoli, che rappresentano la parte più delicata del lavoro. Pertanto, poso prima i blocchi agli angoli, bollo ogni blocco perfettamente con la livella, poi stendo il cordino tra un angolo e l’altro. Allo stesso tempo, verifico la squadratura con il metro: le diagonali devono essere uguali. In effetti, gli angoli sbagliati sono il difetto che salta subito all’occhio una volta arredata la stanza.
Fase 3: posa del primo corso
A questo punto, poso il primo corso di blocchi seguendo il cordino. Applico la malta sul sottofondo con la cazzuola, creando un letto uniforme senza vuoti. In aggiunta, ogni blocco va battuto con il martello di gomma fino a raggiungere il filo. Inoltre, controllo ogni tre o quattro blocchi il livello con la livella da muratore. Di norma, i giunti verticali vanno riempiti per intero: una giunta vuota è un ponte termico e acustico, oltre che un punto debole strutturale.
Fase 4: posa dei corsi successivi
Successivamente, proseguo con i corsi successivi, sfalsando i giunti verticali di almeno un quarto di blocco. In genere, lo sfalsamento è obbligatorio per garantire il comportamento monolitico della parete. Inoltre, ogni corso va verificato sia in orizzontale sia in verticale, usando il filo a piombo ogni due corsi. Per questo, non salto mai questa verifica: una parete fuori piombo si vede subito, ma correggerla dopo costa caro. In aggiunta, quando servo pezzi di taglio, taglio ogni pezzo con il flex e lo bagno prima della posa, così non assorbono l’acqua della malta.
Fase 5: architravi, finiture e rasatura
Infine, sopra porte e finestre inserisco gli architravi in cemento armato o in acciaio, con un appoggio di almeno 20 centimetri per lato. In pratica, un architrave corto è la causa classica delle crepe diagonali sopra i vani. Inoltre, al termine della muratura bagno le pareti per alcuni giorni se il clima è caldo, così la malta fa presa senza ritirarsi. In conclusione di questa fase, aspetto almeno 28 giorni prima di intonacare: la pazienza qui paga sempre.
Costi delle pareti in laterizio blocchi
Innanzitutto, parliamo di numeri, perché il budget è quasi sempre la prima domanda. In genere, il costo dei blocchi forati si aggira tra 8 e 12 euro al metro quadro, mentre i semipieni costano tra 15 e 25 euro al metro quadro. In aggiunta, i blocchi pieni arrivano anche a 35 euro al metro quadro, senza contare la posa. In pratica, per una parete portante in semipieni, tra materiale e manodopera, potete mettere in conto dai 60 agli 80 euro al metro quadro, intonaco escluso. Inoltre, i prezzi cambiano molto da regione a regione: al Sud la manodopera costa meno, ma i trasporti incidono di più.
Pertanto, il consiglio che do sempre ai clienti è di richiedere almeno tre preventivi e di confrontare non solo il prezzo totale, ma anche la voce materiali. In effetti, una volta ho visto un preventivo con blocchi semipieni a prezzo di forati: il muratore ci guadagnava due volte. In ogni caso, ricordate che la muratura incide solo per il 10-15% del costo complessivo di una costruzione: risparmiare lì per spendere di più in riparazioni non ha senso. In sintesi, meglio pagare un buon materiale e una posa professionale, che rifare tutto dopo due anni.
Errori comuni da evitare nella posa
In primo luogo, non bagnate i blocchi immediatamente prima della posa se sono già saturi: la malta non aderisce e il giunto si indebolisce. In secondo luogo, non usate malta troppo fluida per andare più veloci: cola nei fori e lascia i giunti vuoti. Inoltre, evitate le tracce orizzontali profonde per gli impianti: indeboliscono la parete e, in zona sismica, le NTC le vietano espressamente. In tal caso, per le canalizzazioni elettriche esistono regole precise sulla profondità delle tracce nelle murature: su installazioneelettrica.it trovate le indicazioni tecniche di riferimento.
Da un lato, non dimenticate mai i giunti verticali: sembrano un dettaglio, ma una parete con giunti vuoti non regge i carichi. Dall’altro lato, non posate i corsi senza sfalsamento: la parete si comporta come una serie di colonne indipendenti e finisce per cedere con facilità. In aggiunta, non intonacate prima dei tempi di presa della malta: il ritiro provoca microfessure che riaffiorano dopo la tinteggiatura. Per questo, ogni errore che ho elencato l’ho visto fare almeno una volta, e in qualche caso l’ho pagato di tasca mia. In effetti, la prima parete che ho posato da ragazzo l’ho dovuta rifare per colpa dei giunti verticali vuoti.
Domande frequenti sulle pareti in laterizio blocchi
Quanto dura una parete in laterizio? In genere, se posata bene, protetta dall’umidità, dura quanto l’edificio stesso, quindi anche cento anni. Qual è lo spessore giusto per una parete portante? Di solito, per abitazioni fino a due piani bastano blocchi semipieni da 25 o 30 centimetri, ma decide sempre il calcolo strutturale. Si può usare il laterizio per pareti interne? Certamente, i blocchi forati da 8 centimetri restano perfetti per le divisorie, anche se per i bagni preferisco soluzioni con migliore isolamento acustico.
Inoltre, molti mi chiedono se il laterizio conviene rispetto al cartongesso. In sostanza, il laterizio offre più massa, isolamento acustico e resistenza, mentre il cartongesso è più veloce e leggero: dipende dall’uso. Per le pareti divisorie leggere, ad esempio, potete valutare la guida dedicata alle pareti divisorie in cartongesso. In ogni caso, dopo la posa delle pareti in laterizio blocchi, il passaggio successivo è l’intonaco: vi consiglio la guida completa sugli intonaci interni ed esterni. Infine, se le pareti mostrano macchie di umidità o sali, leggete prima la guida sull’umidità di risalita, perché intonacare sopra un problema di risalita non risolve nulla.
Conclusione sulle pareti in laterizio blocchi
In conclusione, le pareti in laterizio blocchi restano la scelta più solida, collaudata, per chi costruisce o ristruttura con criterio. Tuttavia, il materiale giusto non basta: la posa deve seguire le regole delle NTC 2018 e della buona pratica di cantiere. In genere, il mio consiglio finale è semplice: affidatevi a muratori esperti, pretendete la marcatura CE sui blocchi e non risparmiate mai sulla malta. Inoltre, prima di iniziare i lavori, fate sempre un controllo dei carichi con un tecnico abilitato, soprattutto nelle zone sismiche. In pratica, una parete fatta bene oggi vi evita crepe, ponti termici e rumori per i prossimi cinquant’anni. Ricordatevelo quando qualcuno vi propone un prezzo troppo bello per essere vero: nella muratura, come nella vita, chi risparmia sul materiale paga due volte. Se avete dubbi sulla scelta dei blocchi per il vostro cantiere, scrivetemi nei commenti: vi dico subito cosa farei al vostro posto.