Una domanda che mi arriva spesso, sia dai colleghi in studio sia dai condomini che stanno rifacendo l’appartamento, è questa: possono coesistere più montanti per utenze diverse dentro la stessa tubazione? È un quesito tecnico che torna ciclicamente, perché la risposta dipende da dettagli normativi che non sono scritti in maiuscolo. Da perito che ha verificato decine di rifacimenti in palazzine condominiali, vi dico subito la sostanza: sì, possono coesistere, ma a condizioni precise. In questo articolo facciamo chiarezza, punto per punto, sulle montanti diverse per utenze diverse nella stessa tubazione.
Montanti diverse per utenze diverse nella stessa tubazione: il quesito
Il caso concreto è quello di un appartamento in ristrutturazione in una palazzina condominiale. Le domande che si pone chi deve far eseguire i lavori sono tre, e le ho sentite formulare uguali in ogni cantiere: 1) possono coesistere e essere dichiarati idonei più montanti per appartamenti diversi nella stessa tubazione? 2) subito dopo il contatore va installato un magnetotermico o un magnetotermico differenziale? 3) quali documenti deve rilasciare l’installatore? Rispondiamo nell’ordine, perché ogni risposta condiziona la successiva.
La risposta alla prima domanda: sì, con le cautele della CEI 64-8
Se ogni linea presente nella tubazione è adeguatamente protetta contro i cortocircuiti, non ci sono rischi specifici che vietino la coesistenza. La norma CEI 64-8 raccomanda però che ogni montante sia costituito da un cavo multipolare con guaina, oppure da più cavi unipolari posati entro un tubo protettivo dedicato. La raccomandazione si considera soddisfatta anche se i cavi unipolari senza guaina vengono posati entro lo stesso canale nel tratto orizzontale all’interno del locale contatori, o in un tratto orizzontale di lunghezza non superiore a tre metri a partire dal quadro contenente i contatori. In pratica: nella colonna verticale, ogni montante viaggia protetto e separato; nel locale contatori, la tolleranza sui tratti orizzontali corti esiste ed è espressamente prevista.
Quando si applica il capitolo 37 della CEI 64-8
Se siete in fase di rifacimento completo dell’impianto in occasione di una ristrutturazione edilizia dell’unità immobiliare, si applica il capitolo 37 della CEI 64-8, quello dedicato agli impianti a livelli. Questo capitolo prescrive tra le altre cose una sezione minima dei montanti e regole precise sulla loro posa, pensate per garantire che l’impianto dell’unità ristrutturata sia sicuro e verificabile anche quando convive con impianti preesistenti del condominio. È il capitolo che l’installatore deve conoscere a memoria quando lavora in edifici esistenti: chi lo ignora, spesso produce impianti formalmente funzionanti ma non conformi, e la verifica finale lo scopre.
Dopo il contatore: magnetotermico o differenziale?
La seconda domanda ha una risposta che dipende dalla configurazione dell’impianto. La regola generale è che ogni utenza deve avere una protezione dedicata all’inizio della propria linea, e la scelta tra magnetotermico e magnetotermico differenziale dipende dallo schema di distribuzione e dal livello di protezione già presente a monte. Nei rifacimenti secondo la regola dell’arte, la soluzione più comune e più sicura è il magnetotermico differenziale per ogni utenza: un unico dispositivo che protegge sia dal cortocircuito e dal sovraccarico sia dal contatto indiretto. Se invece la protezione differenziale è già garantita a monente, il singolo montante può avere solo il magnetotermico, ma questa scelta va valutata caso per caso, mai data per scontata: la verifica della selettività e del coordinamento delle protezioni è il cuore del lavoro del tecnico.
I documenti che deve rilasciare l’installatore
Alla terza domanda la risposta è secca: l’installatore deve rilasciare la dichiarazione di conformità dell’impianto eseguito, con gli allegati previsti dal DM 37/08, tra cui lo schema dell’impianto realizzato e la documentazione dei componenti. Se il progetto è obbligatorio, va allegata anche la relazione tecnica del progettista. Questi documenti vanno conservati e consegnati al committente: sono la prova che il lavoro è stato fatto a regola d’arte e sono indispensabili in caso di vendita, affitto o controllo. Un consiglio che do sempre ai condomini: pretendete la DiCo prima di saldare l’ultima rata, e verificate che lo schema allegato corrisponda davvero a ciò che è stato realizzato, perché in caso di difformità i problemi li scoprirete solo anni dopo.
Montanti diverse per utenze diverse: il mio parere da perito
La convivenza di più montanti nella stessa tubazione è una soluzione legittima e frequente, ma non è mai una scelta da lasciare all’improvvisazione del cantiere. Prima di far passare cavi nuovi accanto a quelli esistenti, fate verificare lo stato dei montanti preesistenti: se il condominio ha impianti datati, il problema non è la tubazione ma ciò che ci sta dentro. E ricordate la regola pratica: cavo multipolare con guaina per ogni montante, protezione dedicata per ogni utenza, documentazione completa a fine lavoro. Con queste tre accortezze, la coesistenza di più montanti nella stessa tubazione è sicura, verificabile e dichiarabile. Se avete dubbi sul vostro caso specifico, portate la documentazione a un tecnico abilitato prima di iniziare i lavori: costa poco e vi evita di rifare tutto due volte.
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