Ogni volta che un committente mi chiede “ma la dichiarazione di conformità la fate voi?”, mi torna in mente com’era prima: moduli stampati, compilati a mano, e il timore costante di essersi dimenticati un allegato. Per fortuna oggi esiste un software free dichiarazione di conformità che toglie quasi tutto il lavoro sporco: si chiama GW 37/08, lo produce Gewiss, ed è lo strumento che uso e consiglio da anni. In questo articolo vi spiego come funziona, quando vi serve davvero e — soprattutto — quali errori evitare, perché la carta non deve cadervi addosso dopo il cantiere.
Il software free dichiarazione di conformità di Gewiss: GW 37/08
GW 37/08 fa parte della suite di software tecnici che Gewiss mette a disposizione gratuitamente e si scarica con una breve registrazione: trovate il download diretto di GW 37/08 qui. Non è un semplice generatore di PDF: è uno strumento pensato per chi lavora in cantiere, che segue la logica delle operazioni che l’installatore esegue davvero e lo assiste nella stesura di tutta la documentazione prevista dal DM 37/08. In pratica, apre il programma e vi accompagna passo passo, dal disciplinare d’incarico fino alla consegna della pratica.
Quando la dichiarazione di conformità è obbligatoria (DM 37/08)
La dichiarazione di conformità (in gergo, la DiCo) è obbligatoria per gli impianti realizzati ex novo, trasformati, ampliati o sottoposti a manutenzione straordinaria. La rilascia l’impresa abilitata — iscritta al registro delle imprese o all’Albo provinciale delle imprese artigiane — nella persona dell’imprenditore, del legale rappresentante o del responsabile tecnico in possesso dei requisiti professionali. Va consegnata al committente e inviata all’ufficio competente entro trenta giorni dalla conclusione dei lavori.
Vi dico una cosa che pochi ripetono: la DiCo non è un modulo di cortesia. È l’atto con cui l’installatore dichiara, sotto la propria responsabilità, che l’impianto è stato eseguito a regola d’arte, nel rispetto del progetto e delle norme vigenti. La firma è una responsabilità, non una formalità — e chi la omette rischia sanzioni salate. Quindi qualsiasi strumento vi faccia risparmiare tempo sulla carta, ma non sulla correttezza, è un investimento.
I quattro casi del DM 37/08: chi può firmare cosa
Qui si confondono in tanti, e anche qualche collega. Il DM 37/08 prevede quattro casistiche, e non tutte si chiamano “dichiarazione di conformità”:
- DiCo per imprese abilitate: la classica dichiarazione per gli impianti eseguiti da chi è iscritto e abilitato.
- DiCo per uffici tecnici di imprese non installatrici: le aziende che gestiscono impianti solo sulle proprie strutture interne, nei limiti dei lavori per cui il responsabile ha i requisiti.
- Dichiarazione di rispondenza (DiRi) per professionisti iscritti all’albo: quando la DiCo non è mai stata prodotta o non è più reperibile per impianti precedenti al DM 37/08, la sostituisce un professionista con almeno cinque anni di esperienza nel settore, dopo sopralluogo e accertamenti.
- DiRi per responsabile tecnico di impresa abilitata: la stessa sostituzione, firmata da chi ricopre da almeno cinque anni il ruolo di responsabile tecnico, per gli impianti dove non è richiesto un progetto firmato da un professionista iscritto.
Il bello di GW 37/08 è che gestisce tutte e quattro le tipologie: che lavoriate come impresa o come professionista, trovate il modulo giusto senza dover reinventare la procedura ogni volta.
Gli allegati obbligatori: dove si sbaglia più spesso
Il motivo per cui molte pratiche tornano indietro non è il modulo: sono gli allegati. Progetto (quando previsto), schema dell’impianto realizzato, certificazioni dei materiali e dei componenti, dichiarazione di conformità dei prodotti e via elencando. Ne ho visti di colleghi capaci consegnare una DiCo senza allegati e ritrovarsi la pratica respinta mesi dopo, quando ormai l’impianto era collaudato e pagato. Per questo ho preparato un modello Word con l’elenco completo degli allegati tecnici obbligatori: scaricatelo e usatelo come checklist prima di consegnare qualsiasi pratica.
Come si lavora con GW 37/08: il flusso completo
Il programma vi guida attraverso i passaggi che contano: il disciplinare d’incarico, la verifica dei limiti progettuali, le informazioni alla committenza e infine la redazione della dichiarazione vera e propria. I moduli informativi non sono obbligatori, ma fanno la differenza sul piano della professionalità: il disciplinare d’incarico e le informazioni alla committenza sono la prova che il lavoro è stato impostato con metodo, e in caso di contestazione diventano la vostra migliore difesa. Una documentazione completa, insomma, non è solo un atto burocratico da produrre a fine lavori: afferma la qualità del vostro operato.
Vale la pena usare un software free per la dichiarazione di conformità?
La mia risposta è sì, con una premessa importante: il software free dichiarazione di conformità vi aiuta, ma non firma al posto vostro. GW 37/08 è gratuito, è allineato al DM 37/08 e alle norme in vigore, e vi toglie il rischio di dimenticare un allegato o di sbagliare modulo. Scaricatelo, registratevi e fate una dichiarazione di prova: in dieci minuti capite se fa per voi. E ricordate la regola che ripeto sempre ai ragazzi in studio: la differenza tra una pratica fatta bene e una fatta in fretta si vede quando qualcosa va storto. E lì il software non può aiutarvi — quella è roba vostra, da perito.
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