Dehn: Recensione degli Scaricatori di Sovratensione (SPD) per Impianti Elettrici

Salvatore Patti 10 min di lettura

Di solito, quando un fulmine scarica a trecento metri dal cantiere, gli scaricatori Dehn sono quello che separa un impianto sano da una mazzata da diecimila euro. Ormai ve lo dico da perito che ha passato vent’anni sui quadri elettrici: la sovratensione è il nemico silenzioso, e la maggior parte dei colleghi se ne accorge solo dopo il primo danno.

Ricordo un capannone a Modica, estate 2024. Un temporale di mezzogiorno, un fulmine su una linea BT a quattrocento metri: centralina del cancello bruciata, scheda del climatizzatore morta, due alimentatori da sostituire. Il titolare, giustamente, mi chiese perché non avessi messo la protezione. Per questo, da allora non installo un quadro senza gli scaricatori Dehn al punto giusto, e in questa recensione vi spiego perché, cosa comprare e dove metterli.

Scaricatori Dehn: caratteristiche tecniche

Innanzitutto, partiamo dalla base: uno scaricatore di sovratensione, in sigla SPD, limita la sovratensione transitoria e devia a terra la corrente in eccesso. Gli scaricatori Dehn si dividono in due famiglie principali che uso tutti i giorni.

In primo luogo, c’è la serie DEHNguard, lo scaricatore di tipo 2 per eccellenza. Si monta su guida DIN dentro il quadro di distribuzione e protegge l’impianto dalle sovratensioni di origine atmosferica indiretta e da quelle di manovra. Inoltre, la corrente nominale di scarica è 20 kA con forma d’onda 8/20 µs, e il livello di protezione Up resta sotto i due kV anche con scariche ripetute. L’indicatore di fine vita rosso/verde completa il quadro: quando diventa rosso, si sostituisce il modulo senza smontare la base.

In secondo luogo, c’è la serie DEHNventil, lo scaricatore di tipo 1 con spinterometro. Di norma, questo si installa al punto di ingresso dell’energia, in prossimità del contatore o del quadro generale, e deve smaltire la corrente di fulmine diretta, quella con forma d’onda 10/350 µs. La capacità di scarica arriva a 25 kA per polo, e lo spinterometro evita il problema della corrente di follow, vale a dire la corrente di rete che tende a mantenere acceso l’arco.

Un dettaglio che molti sottovalutano è il collegamento elettrico: gli SPD vanno cablati con conduttori il più corti possibile, perché ogni centimetro in più di cavo aumenta la tensione residua effettiva. In genere, la sezione minima consigliata è 4 mm² per il tipo 2 e 6 mm² per il tipo 1, e i conduttori di fase, neutro e terra devono seguire lo stesso percorso.

Specifiche principali

In sintesi, le caratteristiche che controllo sempre sulla targa sono: tipo (T1 o T2), corrente di scarica (In per il tipo 2, Iimp per il tipo 1), livello di protezione Up, tensione di esercizio Uc e indicatore di fine vita. Un impianto serio prevede il coordinamento a tre livelli: DEHNventil al quadro generale, DEHNguard nei quadri di distribuzione e un terzo gradino vicino ai carichi sensibili.

Design e installazione

In pratica, l’installazione degli scaricatori Dehn è pulita: modulo da uno o due spazi DIN, morsetti a vite capienti e contatto di segnalazione a distanza opzionale per la supervisione. La base è separata dal modulo, quindi la manutenzione si riduce a un click. Pertanto, se il quadro è ordinato, l’intervento richiede meno di un’ora.

Normativa per gli scaricatori Dehn

Il riferimento tecnico è la norma CEI EN 61643-11, che classifica gli scaricatori in tipo 1, tipo 2 e tipo 3 e ne definisce i requisiti di prova. Inoltre, la CEI 64-8, nella parte 4-44, impone la protezione contro le sovratensioni di origine atmosferica quando la continuità di servizio conta davvero o quando il rischio lo richiede. Su questo tema, sul sito trovate la Guida Completa alla Normativa CEI 64-8 che consiglio di leggere prima di progettare.

Allo stesso tempo, la CEI 81-10, la norma sulla protezione contro i fulmini, entra in gioco: se l’edificio ha un LPS, lo scaricatore di tipo 1 al punto di ingresso non è una scelta, è un obbligo. Di conseguenza, ogni installazione che eseguo parte dalla valutazione del rischio, e gli scaricatori Dehn coprono tutte le classi senza problemi di coordinamento. Per approfondire, rimando alla mia guida sulla protezione contro i fulmini secondo la CEI 81-10.

Per quanto riguarda la posa, il DM 37/08 resta il riferimento: l’installazione degli SPD va fatta da un’impresa abilitata e va dichiarata con la dichiarazione di conformità. In pratica, chi compra uno scaricatore e lo monta da sé senza un progetto rischia di vanificare la protezione e di avere guai in caso di sinistro.

Vantaggi e benefici degli scaricatori Dehn

Il primo vantaggio è la robustezza: i moduli Dehn reggono scariche ripetute senza degradarsi in fretta, e la qualità dei varistori si vede dopo anni di servizio. Inoltre, la gamma copre dal tipo 1 al tipo 3, quindi coordino tutto lo stesso produttore senza incertezze sui livelli.

In particolare, la diagnostica aiuta: l’indicatore di fine vita e il contatto di segnalazione a distanza dicono subito se un modulo ha esaurito la sua vita utile. In uno stabilimento con manutenzione programmata, si sostituisce il modulo prima che il guasto arrivi. In aggiunta, la documentazione tecnica è chiara e i dati di targa restano affidabili, cosa che in questo settore non do mai per scontata.

Anzi, conta anche la sicurezza di esercizio: un SPD che invecchia male può surriscaldarsi, e il distacco termico interno è l’ultima barriera prima del guasto. Sui moduli Dehn il distacco termico scatta in modo affidabile, e questo per me vale più di tanti dati di targa. Infine, c’è il supporto: i corsi e i tool di dimensionamento Dehn, come il Blitzplaner, aiutano a fare la scelta giusta in fase di progetto. Di solito, quando un progettista mi chiede una seconda opinione sulla protezione contro le sovratensioni, gli scaricatori Dehn sono il benchmark con cui confronto tutto il resto.

Applicazioni in cantiere degli scaricatori Dehn

Soprattutto nei cantieri edili, l’uso degli scaricatori Dehn è doppio. Da un lato, il quadro di cantiere, che alimenta betoniere, gru e utensili, resta esposto alle sovratensioni perché la rete è provvisoria e i collegamenti di terra sono precari. In quel caso, un tipo 2 sul quadro principale evita di ritrovarsi con il quadro bruciato e il cantiere fermo.

Invece, le nuove costruzioni con fotovoltaico o domotica richiedono la protezione già in fase di costruzione, perché inverter e centraline soffrono le sovratensioni più di ogni altra apparecchiatura. Ad esempio, in un impianto fotovoltaico la CEI 82-25 chiede SPD sia sul lato CA che sul lato CC, e la serie Dehn copre entrambi i lati. Su questo argomento, la Guida Completa al Fotovoltaico spiega nel dettaglio la protezione lato corrente continua.

Per esempio, un caso tipico è il cantiere con gru a torre: il fulmine che colpisce la gru scarica a terra attraverso la struttura, ma le sovratensioni indotte viaggiano lungo i cavi di alimentazione e di segnale. In quel caso, la protezione va fatta sia sul quadro generale sia sui quadri secondari, con un coordinamento che parte dal tipo 1. In effetti, aggiungo un dettaglio che solo chi lavora in cantiere apprezza: gli scaricatori Dehn sopportano bene polvere, umidità e vibrazioni, e i morsetti reggono il serraggio ripetuto. In realtà, ho visto moduli di altre marche allentarsi dopo due anni di vibrazioni, mentre con questi non è mai successo.

Guida all’acquisto: cosa considerare

Prima di tutto, partite dal sistema di distribuzione: TT, TN o IT. Gli scaricatori Dehn hanno versioni specifiche per ogni schema, e sbagliare la configurazione vanifica la protezione. In secondo luogo, valutate il livello di rischio: edificio con LPS, linea aerea o interrata, presenza di apparecchiature elettroniche sensibili.

Prezzo e disponibilità

In genere, i prezzi degli scaricatori Dehn stanno nella fascia alta del mercato, ma non sono proibitivi: un DEHNguard da 20 kA si trova indicativamente tra i 40 e gli 80 euro, un DEHNventil di tipo 1 supera il centinaio. La disponibilità è buona presso i grossisti di materiale elettrico e gli store online specializzati. Comunque, per i prezzi aggiornati e i rivenditori autorizzati, il riferimento resta il sito ufficiale Dehn.

Compatibilità con impianti esistenti

Pure la compatibilità gioca a favore: gli scaricatori Dehn si integrano nei quadri esistenti senza modifiche strutturali, perché lo spazio occupato è minimo e la guida DIN è standard. Il collegamento va fatto con conduttori corti e diretti, possibilmente sotto i 50 cm, per non aumentare il livello di protezione effettivo. In ogni caso, per gli impianti già in esercizio consiglio una verifica preliminare dello schema e della messa a terra: senza un buon dispersore, nessuno scaricatore funziona. Su installazioneelettrica.it trovate una guida dedicata alla messa a terra che chiude il cerchio.

Parallelamente, un altro criterio che uso in fase di scelta è lo spazio nel quadro: se il quadro generale ha due moduli DIN liberi, un tipo 2 ben coordinato basta per la maggior parte delle abitazioni. Se invece l’edificio ha un LPS o una linea aerea di alimentazione, il tipo 1 diventa necessario e il costo sale, ma non c’è alternativa seria.

Scaricatori Dehn vs concorrenti

Il confronto naturale è con i produttori storici: OBO Bettermann, Phoenix Contact, ABB, Schneider. In genere, gli scaricatori Dehn si distinguono per la robustezza meccanica e per la chiarezza della gamma, ma costano qualche punto percentuale in più.

Tuttavia, c’è un aspetto che pochi considerano: il coordinamento tra tipo 1 e tipo 2. In effetti, con un unico produttore la distanza minima e i livelli di protezione restano garantiti dal costruttore, mentre mescolare marche diverse richiede calcoli extra e lascia margini di incertezza. Di conseguenza, quando il progetto prevede una protezione a due o tre livelli, preferisco restare tutto Dehn.

Allo stesso tempo, la logistica gioca a favore: un solo listino, un solo supporto tecnico, moduli intercambiabili tra loro. Per chi fa manutenzione su più impianti, avere un solo riferimento semplifica il magazzino e riduce gli errori.

Domande frequenti sugli scaricatori Dehn

Uno scaricatore di sovratensione protegge davvero dal fulmine? Bisogna essere onesti: nessun SPD ferma un colpo diretto sul palo di casa. La protezione dagli effetti diretti spetta all’LPS, mentre lo scaricatore limita le sovratensioni indotte e quelle trasmesse dalla rete. Senza SPD, anche un fulmine a centinaia di metri può danneggiare le apparecchiature.

Ogni quanto va sostituito uno scaricatore Dehn? In genere, quando l’indicatore diventa rosso o dopo un evento di scarica importante. Consiglio anche un controllo visivo annuale nei quadri soggetti a manutenzione. Il modulo si sostituisce in pochi minuti, senza toccare la base.

Posso installarlo io? Di norma, se siete installatori qualificati, sì, rispettando il DM 37/08 e le indicazioni del costruttore. Invece, se siete privati, affidatevi a un elettricista: un errore di collegamento trasforma lo scaricatore in un rischio, non in una protezione.

Quanto costa proteggere una casa con gli scaricatori Dehn? In genere, per un appartamento bastano uno o due moduli tipo 2, quindi la spesa resta sotto i 150 euro, installazione esclusa. Per una villetta con linea aerea e cancelli automatici, consiglio di valutare anche il tipo 1, perché il costo del danno è sempre più alto della protezione.

Conclusione sugli scaricatori Dehn

Per concludere, la protezione contro le sovratensioni non è un accessorio, ma un’assicurazione da pochi euro all’anno. Anche se gli scaricatori Dehn costano qualcosa in più, quando il temporale passa e il quadro è ancora vivo capite perché li scelgo da anni.

Attualmente, con la diffusione del fotovoltaico, delle colonnine di ricarica e della domotica, il numero di apparecchiature sensibili cresce di anno in anno, e le sovratensioni diventano la prima causa di guasto degli inverter. Le nuove edizioni delle norme CEI spingono nella stessa direzione, e chi progetta oggi con gli scaricatori Dehn si trova già pronto per domani. In sintesi, il mio consiglio è semplice: valutate il rischio, dimensionate con criterio e non lesinate sul livello di protezione. Alla fine, il conto del danno, quello sì, non perdona.