Quando si parla di rifacimento degli impianti in un condominio, la domanda che mi sento ripetere più spesso è anche la più delicata: nella stessa tubazione della colonna montante ci sono cavi elettrici e cavi di segnale, possono coesistere? È una questione che torna ogni volta che si mette mano ai montanti condominiali esistenti, perché la risposta non è un semplice sì o no: dipende dalle categorie dei circuiti e dall’isolamento dei cavi. Da perito che ha verificato tanti rifacimenti in palazzine, vi spiego la regola e i casi pratici, perché sbagliare qui significa impianti non a norma e verifiche che non passano.
Montanti condominiali esistenti: il quesito
Il caso è quello classico: nella stessa conduttura della colonna montante di una palazzina condominiale sono presenti cavi elettrici di potenza e cavi di segnale, e ci si chiede se possono coesistere all’interno della stessa tubazione. La risposta tecnica è: generalmente i circuiti di categoria 0 e di categoria I non devono essere contenuti nelle stesse condutture, ma esistono condizioni precise in cui la coesistenza è ammessa. Per capirle bisogna prima ricordare cosa sono le categorie, e poi applicare la regola dell’isolamento. Non è un dettaglio da addetti ai lavori: è la differenza tra un impianto dichiarabile e uno da rifare.
Le categorie dei circuiti: un ripasso rapido
La classificazione dei sistemi elettrici per categoria di tensione è alla base di tutto. I sistemi di categoria 0 sono quelli a bassissima tensione: fino a 50 V in corrente alternata e 120 V in corrente continua, come i circuiti di segnale, i citofoni e i sistemi di controllo. I sistemi di categoria I vanno da 50 V a 1000 V in alternata e da 75 V a 1500 V in continua: è la categoria degli impianti elettrici ordinari, la 230V che troviamo in ogni appartamento. Esistono poi la categoria II, oltre 1000 V fino a 30000 V, e la categoria III, oltre 30000 V, che però nei montanti condominiali non si incontrano quasi mai. Tenete a mente queste definizioni: la regola della coesistenza le usa tutte.
La regola della coesistenza nella stessa tubazione
La norma ammette la coesistenza di circuiti di categorie diverse nella stessa conduttura a patto che ogni cavo sia isolato per la tensione più elevata presente, oppure che ogni anima di un cavo multipolare sia isolata per la tensione più elevata presente nel cavo. In pratica: se in una tubazione passano un cavo di segnale a bassissima tensione e un cavo di potenza a 230V, il cavo di segnale deve avere un isolamento adeguato alla tensione del cavo di potenza, non alla propria. È la condizione che permette di dichiarare idonea la coesistenza, ed è anche il punto dove si gioca la conformità dell’impianto: chi non verifica l’isolamento dei cavi esistenti rischia di rilasciare una dichiarazione su un impianto che non è a norma.
Quando l’isolamento non basta: i casi da evitare
La regola dell’isolamento ha dei limiti che in cantiere si scoprono a proprie spese. Se i cavi di categoria 0 e di categoria I viaggiano insieme per tratti lunghi, la promiscuità può creare disturbi sui circuiti di segnale anche quando l’isolamento è corretto: è il motivo per cui i tecnici preferiscono separare fisicamente le due famiglie di circuiti, usando tubazioni dedicate o canali separati. Inoltre, la coesistenza va valutata insieme ad altri requisiti del montante: sezione dei conduttori, protezioni a monte, e la presenza di giunzioni, che nei montanti esistenti sono spesso il punto debole. La regola pratica che applico è prudente: quando è possibile separare, si separa; quando non lo è, si verifica l’isolamento e si documenta la scelta.
Montanti condominiali esistenti: cosa fare nel rifacimento
Se state rifacendo l’impianto di un’unità in una palazzina, il capitolo di riferimento è quello degli impianti a livelli della CEI 64-8, che disciplina proprio i montanti e le derivazioni negli edifici esistenti. Prima di aggiungere cavi nuovi accanto a quelli esistenti, fate verificare lo stato del montante: isolamento dei conduttori, sezioni, protezioni e condizioni dei cavi di segnale. Nei rifacimenti completi, la soluzione più pulita è dedicare tubazioni separate alle due famiglie di circuiti, eliminando alla radice ogni dubbio di conformità. Se invece il montante resta condiviso, il tecnico deve verificare i requisiti e rilasciare la documentazione con la consapevolezza di ciò che ha controllato, non con la speranza che vada bene.
Montanti condominiali esistenti: il mio consiglio da perito
La coesistenza di cavi elettrici e cavi di segnale nei montanti condominiali esistenti è ammessa dalla norma, ma solo alle condizioni precise che vi ho descritto: categorie identificate, isolamento adeguato alla tensione più elevata, e buon senso nella posa. Il mio consiglio è di non fidarvi mai dell’aspetto: un cavo di segnale può sembrare in ottimo stato e avere un isolamento che non regge la tensione del vicino. Prima di dichiarare idoneo un montante, verificate, misurate, documentate. E se avete dubbi, separate i circuiti: costa poco e toglie ogni problema. In un condominio, la conformità dell’impianto non è un dettaglio tecnico, è la tranquillità di tutti i residenti.
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