Innanzitutto, ve lo dico chiaro e diretto, da perito che ha girato cantieri per più di vent’anni: la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi è il punto dove ho visto piangere più imprenditori. Innanzitutto un’azienda edile che conoscevo bene ha ricevuto una multa da 38.000 euro perché tre operai avevano l’aggiornamento scaduto da sei mesi. Non avevano mai avuto un infortunio, i DPI erano a norma, i ponteggi perfetti — ma mancava la firma su un foglio di aggiornamento. Vi sembra assurdo? È successo sul serio. Da allora, ogni volta che entro in un cantiere nuovo, la prima cosa che controllo non è il quadro elettrico: è il libretto formativo degli operai.
Formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi: cosa dice la legge
Innanzitutto, partiamo dal fondamento normativo. Di solito la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi si basa sull’articolo 37 del Decreto Legislativo 81/08, che stabilisce senza mezzi termini che ogni lavoratore deve ricevere una formazione sufficiente ed adeguata. Inoltre non si tratta di un consiglio: la legge lo impone come obbligo penale. Il datore di lavoro che non forma i propri dipendenti commette un reato, punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 10.000 euro per ogni lavoratore non formato.
Tuttavia, quello che molti non capiscono è che la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi non finisce dopo il primo corso. Tuttavia si tratta di un processo continuo, che richiede aggiornamenti periodici obbligatori. Ho visto aziende che facevano il corso base una volta e poi se ne dimenticavano per anni. Con l’aggiornamento quinquennale introdotto dal Decreto Interministeriale del 6 marzo 2023, non c’è più scusa: se un lavoratore ha completato la formazione nel 2021, entro il 2026 deve rifare l’aggiornamento. Fine della storia.
Chi deve seguire la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi
Di solito, quando spiego questa lista a un imprenditore edile, la reazione è sempre la stessa: «Ma quindi devo formare anche il mio socio?». Pertanto la risposta è sì. Il socio lavoratore di una cooperativa risulta equiparato a un lavoratore dipendente a tutti gli effetti della normativa sulla sicurezza. Per esempio, ricordo un caso a Messina: una cooperativa edile di cinque soci ha ricevuto una sanzione perché i soci non avevano la formazione. «Ma siamo i titolari!», dicevano. Non importa. Se lavorate in cantiere, dovete seguire la formazione.
Pertanto, ecco chi deve sottostare alla formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi:
- Innanzitutto, tutti i lavoratori dipendenti, con qualsiasi contratto (tempo indeterminato, determinato, apprendistato, somministrazione)
- Di solito, i preposti, come capisquadra, capocantieri e responsabili di reparto, con 8 ore aggiuntive di formazione specifica
- Inoltre, i dirigenti, con 16 ore di formazione specifica oltre a quella base da lavoratore
- Tuttavia, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, con 32 ore di corso obbligatorio
- Pertanto, i lavoratori autonomi che operano in cantieri dove la normativa richiede un coordinatore della sicurezza
Durata della formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi
Innanzitutto, chiariamo le ore minime richieste. Quindi la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi si divide in due moduli distinti. Infine il modulo generale dura 4 ore e copre rischi generali, concetti di danno e prevenzione. Il modulo specifico, invece, ha durata variabile in base al rischio: 4 ore per rischio basso, 8 per rischio medio, 12 per rischio alto. Di conseguenza, un operaio edile deve completare 16 ore di formazione iniziale prima di mettere piede in cantiere.
Inoltre, l’aggiornamento quinquennale per il rischio alto richiede almeno 6 ore. In genere non sembra molto? Vi assicuro che non lo è: molti corsi di aggiornamento seri durano tra le 8 e le 12 ore e includono esercitazioni pratiche. Di solito, io consiglio sempre di fare almeno 8 ore di aggiornamento, perché le normative cambiano rapidamente e le tecniche si evolvono con il tempo. Un operaio che non si aggiorna da cinque anni rischia di lavorare con metodi superati o peggio, pericolosi.
Scadenze 2026 per la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi
A questo punto, arriviamo al nodo cruciale della questione. In aggiunta la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi per il 2026 ha una scadenza ben precisa: chi ha completato l’ultimo ciclo formativo entro il 2021 deve fare l’aggiornamento entro il 2026. Di conseguenza sembra lontano? Pensateci bene. Se l’ultimo corso risale a gennaio 2021, la scadenza è gennaio 2026. Siamo a luglio 2026. Se non avete ancora programmato l’aggiornamento, siete già fuori legge.
Di solito, le agenzie formative hanno più disponibilità tra febbraio e aprile e tra settembre e ottobre. A questo punto durante l’estate molti enti chiudono o riducono l’attività. Dicembre, invece, rappresenta un problema: tutti cercano di mettersi in regola prima di Capodanno e le agenzie si riempiono. Programmate l’aggiornamento con almeno 3-4 mesi di anticipo. Questo consiglio l’ho imparato a mie spese: ho aspettato novembre per aggiornare il personale di un’impresa e mi sono ritrovato con le agenzie al completo, dovendo pagare un extra per un corso urgente.
Formazione per preposti, dirigenti e RLS nella formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi
Di solito, non tutti sanno che la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi per preposti e dirigenti segue percorsi separati l’uno dall’altro. In particolare per i preposti, la legge richiede 8 ore aggiuntive oltre a quelle da lavoratore. I contenuti includono l’individuazione dei rischi specifici del reparto, la gestione delle emergenze, la comunicazione sulla sicurezza e la verifica dell’uso corretto dei DPI da parte degli operai.
Inoltre, per i dirigenti, invece, servono 16 ore aggiuntive. Per esempio il dirigente ha responsabilità organizzative e decisionali: deve valutare i rischi, programmare la formazione e stanziare le risorse economiche necessarie. Mentre il preposto controlla che gli operai indossino il casco, il dirigente decide se acquistare caschi di qualità o quelli più economici. La differenza sulla sicurezza si vede eccome, fidatevi.
Tuttavia, noto un errore comune: molte aziende fanno lo stesso corso a preposti e a dirigenti, magari 8 ore per entrambi. Nonostante ciò questo approccio non risulta corretto. Il preposto ha bisogno di 8 ore, il dirigente di 16. I contenuti formativi differiscono sostanzialmente. Ho visto verbali ispettivi annullare la formazione di un dirigente proprio per questo motivo, con conseguente sanzione.
Tuttavia, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza merita un capitolo a parte. Al contrario la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi per l’RLS prevede 32 ore di corso, di cui 12 dedicate ai rischi specifici del settore di appartenenza. Allo stesso tempo l’aggiornamento risulta annuale: 4 ore per aziende con oltre 50 dipendenti, 8 ore per RLS di sito produttivo o territoriale.
Di solito, l’RLS rappresenta un lavoratore senza esperienze pregresse in materia di sicurezza. Parallelamente non possiamo pretendere che sappia tutto, ma dobbiamo formarlo adeguatamente perché funge da tramite tra lavoratori e datore di lavoro. In un’azienda dove ho lavorato come consulente esterno, l’RLS aveva seguito solo 8 ore di formazione anziché 32. L’ispettore ha contestato subito la violazione e l’azienda ha dovuto rifare il corso per intero, pagando anche una sanzione aggiuntiva.
Conseguenze della mancata formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi
Pertanto, le sanzioni per chi non rispetta la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi risultano pesanti. Prima di tutto innanzitutto, il datore di lavoro che omette la formazione rischia una sanzione amministrativa da 2.000 a 10.000 euro per ogni lavoratore non formato. Inoltre, può subire l’arresto fino a 6 mesi, la sospensione dell’attività in caso di violazioni gravi, ripetute, e un’aggravante penale se si verifica un infortunio sul lavoro.
In aggiunta, c’è un aspetto che pochi considerano: in caso di infortunio grave, la procura verifica sempre lo stato formativo del lavoratore infortunato e dei suoi colleghi. In primo luogo se manca la documentazione, il datore finisce sotto procedimento per lesioni colpose o omicidio colposo. Ho seguito come consulente tecnico un caso concreto: un operaio caduto da un’impalcatura. La ditta aveva tutto in regola tranne l’aggiornamento sui DPI anticaduta. Quel particolare ha portato a una condanna penale.
Domande frequenti
Quindi, la formazione a distanza vale per tutti i moduli? No, solo il modulo generale e l’aggiornamento periodico possono svolgersi in FAD. Da un lato il modulo specifico per rischio alto richiede obbligatoriamente la presenza fisica.
Infine, cosa succede se un lavoratore si rifiuta di fare il corso? Il lavoratore non può rifiutarsi: la formazione rappresenta un obbligo di legge. D’altronde se rifiuta, il datore deve contestare per iscritto il rifiuto e, se persiste, sospenderlo dalle mansioni fino al completamento del corso.
In genere, si possono usare i fondi interprofessionali? Sì, Fondimpresa e altri fondi finanziano la formazione sulla sicurezza. In sintesi tuttavia, la richiesta va avviata con qualche mese di anticipo per ottenere l’approvazione.
In aggiunta, quanto costa un corso di formazione? Per il corso base da 16 ore per rischio alto, i prezzi variano da 150 a 300 euro a lavoratore. In definitiva per l’aggiornamento di 6 ore, dai 60 ai 120 euro. Confrontate questi costi con una multa da 2.000 a 10.000 euro per lavoratore non formato.
Di conseguenza, la formazione resta valida se cambio azienda? Sì, la formazione base resta valida per tutta la vita lavorativa. Ecco perché il nuovo datore deve verificare che risulti adeguata ai rischi specifici del nuovo ambiente e, se serve, integrarla.
Per organizzare correttamente la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi in azienda, vi consiglio di seguire un metodo preciso. Innanzitutto, fate un censimento di tutti i lavoratori con le date degli ultimi corsi. Poi verificate le scadenze: chi è in regola, chi deve fare l’aggiornamento, chi non ha mai fatto il corso base. A questo punto, contattate un ente accreditato e programmate i corsi con almeno tre mesi di anticipo. Di solito, le agenzie richiedono un numero minimo di partecipanti per attivare un corso, quindi coordinatevi con altre imprese della zona se necessario.
Conclusione sulla formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi
A questo punto, dopo vent’anni passati a controllare cantieri e a discutere con imprenditori che vedevano la sicurezza come un costo inutile, ho cambiato radicalmente prospettiva su una cosa: la formazione e aggiornamento dei lavoratori in sicurezza obblighi rappresenta l’investimento più redditizio che un’impresa edile possa fare. Difatti costa qualche centinaio di euro a lavoratore, ma evita multe da migliaia di euro, procedimenti penali e, soprattutto, infortuni sul lavoro. Ho visto imprese fallire per una multa che sarebbe costata meno di un corso di aggiornamento.
In particolare, se oggi avete operai senza aggiornamento o senza formazione iniziale, prendete il telefono e chiamate subito un ente accreditato. Per prima cosa subito, non domani, non la settimana prossima. La sicurezza non aspetta e un controllo ispettivo non prende appuntamento. Per approfondire l’argomento, leggete la nostra guida completa al Decreto 81 sulla sicurezza e il nostro articolo sul DVR e documento di valutazione dei rischi, due risorse utili per chi vuole mettersi in regola con la normativa.