Ormai dei tramezzi interni in laterizio ne ho posati a migliaia di metri quadri in vent’anni di cantieri. Tuttavia continuo a trovare gli stessi errori anche in lavori firmati da colleghi in gamba. In effetti la parete divisoria, apparentemente la parte più banale di una ristrutturazione, tradisce più di ogni altra. I difetti non si vedono il primo giorno, ma arrivano puntuali dopo qualche mese. Di solito compaiono crepe, ponti acustici, porte che non si chiudono più. Poi due settimane fa un cliente mi ha chiamato nel panico: la parete nuova presentava una crepa all’angolo della porta. Sapete qual era il problema? In realtà mancava l’architrave, una trave in cemento armato da trenta euro che nessuno aveva previsto. Per questo quel risparmio ha trasformato un lavoro da 1500 euro in una riparazione da 900.
Cosa sono i tramezzi interni in laterizio.
In pratica, i tramezzi interni in laterizio sono le pareti divisorie che non portano carichi. Inoltre separano gli ambienti, ospitano gli impianti e reggono soltanto il proprio peso. Al contrario dei muri portanti, un tramezzo lo puoi spostare o demolire senza toccare la statica. In ogni caso servono alcune regole, che ti spiego più avanti. Di norma il materiale più usato in Italia resta il laterizio forato. Anche perché costa poco, traspira, si taglia bene e offre un aggrappo perfetto per l’intonaco. In genere un tramezzo ha uno spessore dagli 8 ai 15 centimetri, a seconda dell’isolamento acustico che devi garantire. Oggi, quando progetto la distribuzione interna, il primo dato che guardo è proprio lo spessore. In particolare da lì dipendono stipiti, tracce e resa finale degli ambienti.
Quando servono i tramezzi interni in laterizio.
Innanzitutto servono in ogni ristrutturazione che cambia la distribuzione degli ambienti. Per esempio trasformare un monolocale in bilocale o ricavare una camera dalla zona giorno: interventi che vedo ogni settimana. In secondo luogo servono nelle nuove costruzioni, dove i tramezzi interni in laterizio nascono insieme alla struttura. Spesso definiscono gli spazi prima ancora del progetto impiantistico. Allo stesso tempo li uso tantissimo in uffici, studi professionali e attività commerciali. In effetti la flessibilità degli spazi torna tra le richieste più frequenti. In ogni caso va detto che il laterizio non è l’unica soluzione possibile. Oggi esistono le lastre in cartongesso, i blocchi in cemento alleggerito e i pannelli in gesso. Tuttavia, se un cliente vuole una parete robusta, che regge i pensili e taglia il rumore, la mia risposta resta la stessa. In pratica scelgo i tramezzi interni in laterizio, perché il rapporto tra costo, durata e versatilità resta il migliore sul mercato.
Tipologie di tramezzi interni in laterizio: spessori e caratteristiche.
In primo luogo, devi conoscere le tre famiglie principali che trovi in cantiere. In particolare ognuna risponde a esigenze diverse, e te le riassumo qui. Prima di tutto c’è il forato classico, quello con i fori passanti che tutti conosciamo. Di solito lo trovi in spessori da 8, 10 e 12 centimetri. Inoltre costa pochissimo, si taglia con la tronchese o con il flessibile e si posa in fretta. In pratica lo uso per divisori leggeri, ripostigli e bagni di servizio. Anzi, il limite è proprio il rumore: un forato da 8 centimetri da solo non basta. Pertanto, se da un lato c’è la camera da letto e dall’altro il soggiorno, ti serve qualcosa di più. In secondo luogo, quando mi chiedono una buona separazione acustica, passo al semipieno. Di norma ha una percentuale di foratura molto più bassa e, di conseguenza, più massa. In pratica pesa quasi il doppio del forato. Di conseguenza questa massa in più si traduce in un isolamento al rumore decisamente migliore. Soprattutto, per le pareti tra camere o tra unità immobiliari diverse, il semipieno è la scelta che faccio di default. In ogni caso, ricorda che la massa da sola non basta. In effetti i ponti acustici, dove il suono passa attraverso giunti o cassette, vanificano anche il miglior laterizio. Oggi si usa sempre più il blocco alveolato, che ha fori orizzontali e un’ottima resa termica. Anche se per i tramezzi interni lo uso meno: l’isolamento termico conta poco tra due ambienti riscaldati. Invece torna utilissimo nelle pareti verso scale, garage o vani non climatizzati. Infine ha spessori dai 12 ai 25 centimetri e una posa più veloce con giunti sottili. In ogni caso, la scelta dello spessore giusto la faccio insieme al progettista acustico, quando il progetto lo prevede.
Come posare i tramezzi interni in laterizio: guida passo passo.
In pratica ti racconto la procedura che uso in cantiere, quella che ho affinato dopo anni di errori. In realtà non sembra complicata, ma ogni fase ha il suo perché e saltarne una significa rivedere tutto.
Step 1: tracciamento e preparazione.
Innanzitutto traccio la linea della parete sul pavimento con il cordino. Poi la riporto sul soffitto con il filo a piombo o con il laser. In secondo luogo preparo il sottofondo, che deve essere pulito e livellato. In tal caso bagno leggermente la superficie prima di posare. Spesso ho visto posare la prima fila su un pavimento sporco o su un massetto non in piano. In pratica il risultato è una parete fuori piombo, che compensi con strati di intonaco spessi.
Step 2: la prima fila.
In seguito stendo il letto di malta, in genere una malta bastarda o premiscelata. Quindi poso i mattoni della prima fila battendoli con la cazzuola per livellarli. In genere vale una regola d’oro: i giunti verticali di una fila non devono mai coincidere con quelli della fila sotto. Inoltre lo sfalsamento minimo resta un terzo del mattone. Pertanto la parete lavora come un blocco unico e distribuisce i carichi in modo uniforme. In particolare controllo la bolla su ogni elemento, perché una parete storta non si aggiusta dopo.
Step 3: architravi e collegamenti.
Poi, quando arrivo a una porta, inserisco l’architrave, di solito una piattina o una trave in cemento armato prefabbricata. Di norma l’appoggio minimo resta sui 15-20 centimetri per lato. Inoltre, in zona sismica, collego la parete alla struttura con le apposite staffe previste dal progetto. In effetti le NTC 2018 lo richiedono esplicitamente per le partizioni, perché una parete non ancorata può ribaltarsi durante un terremoto. In pratica, in questa fase faccio passare anche le tracce per gli impianti elettrici e idraulici. In ogni caso meglio prima dell’intonaco che dopo. In particolare, per tracce e scatole, ti rimando all’approfondimento su installazioneelettrica.it.
Step 4: rifiniture e asciugatura.
Infine lascio asciugare bene la muratura prima di intonacare, di solito dai 7 ai 14 giorni a seconda della stagione. Tuttavia, se intonachi troppo presto, l’umidità della malta resta intrappolata e rischi macchie e distacchi. Inoltre, per gli impianti incassati, chiudo le tracce con malta e con rete porta-intonaco. Per questo eviti le crepe che compaiono puntuali sopra le scatole. Di conseguenza i tempi di asciugatura li scrivo nel contratto: il cliente capisce, e tu lavori sereno. In aggiunta, per le finiture, nella nostra guida agli intonaci interni ed esterni trovi il confronto tra le malte più usate.
Costi dei tramezzi interni in laterizio.
In breve, ti do i numeri che girano davvero sul mercato, aggiornati a questa estate. Di norma i prezzi variano da regione a regione, ma l’ordine di grandezza resta questo:
- Laterizio forato da 8 cm: materiale tra 6 e 10 euro al metro quadro, manodopera tra 20 e 30 euro al metro quadro.
- Laterizio semipieno da 12 cm: materiale tra 10 e 15 euro al metro quadro, manodopera tra 25 e 35 euro.
- Architravi e piattine: dai 15 ai 50 euro a pezzo, a seconda della luce.
- Intonaco civile su entrambi i lati: dai 15 ai 25 euro al metro quadro.
- Incidenza impianti, tra tracce, scatole e riprese: dai 10 ai 20 euro al metro lineare di parete.
Di conseguenza, un tramezzo completo, chiavi in mano, ti costa in media tra i 60 e i 100 euro al metro quadro. Prima di tutto, chiedi se il prezzo include architravi e i collegamenti sismici: sono le voci che i preventivi più bassi dimenticano.
Normativa per i tramezzi interni in laterizio.
Anche se i tramezzi interni non sono strutturali, la normativa li guarda con attenzione, soprattutto in zona sismica. Per esempio, le NTC 2018, che trovi integralmente su normattiva.it, impongono requisiti precisi per le partizioni. In pratica devono resistere alle azioni sismiche di progetto e non devono ribaltarsi fuori dal proprio piano. Inoltre servono collegamenti efficaci alla struttura e, dove previsto, un’armatura di bordo. Ancora, i blocchi in laterizio devono rispettare la UNI EN 771-1, che ne definisce caratteristiche e marcatura CE. In aggiunta, per l’acustica, il DPCM 5 dicembre 1997 fissa i requisiti passivi degli edifici. In genere il potere fonoisolante tra unità immobiliari resta sopra i 50 dB e condiziona la scelta del blocco. Infine, non dimenticare la parte amministrativa: se sposti o crei tramezzi modificando la distribuzione interna, in molti comuni serve la CILA. Talvolta un tecnico abilitato deve asseverare gli interventi. In ogni caso, per le pareti portanti, ti consiglio la nostra guida alle pareti in laterizio. In aggiunta, per le strutture orizzontali, trovi tutto nella guida ai solai in laterocemento.
Errori comuni e domande frequenti sui tramezzi interni.
In sostanza, ti elenco gli errori che ho visto commettere più spesso, compresi i miei all’inizio della carriera.
- Dimenticare l’architrave sopra le porte: la parete si crepa esattamente all’angolo del vano.
- Non sfalsare i giunti verticali: la parete perde resistenza e si fessura lungo la linea continua.
- Posare su sottofondo sporco o non livellato: fuori piombo e spessori di intonaco assurdi.
- Non bagnare i mattoni in estate: la malta si asciuga troppo in fretta e non fa presa.
- Non collegare la parete alla struttura in zona sismica: un rischio reale, non una formalità.
- Intonacare prima dell’asciugatura della muratura: macchie, efflorescenze e distacchi.
- Dimenticare la rete porta-intonaco sulle tracce: crepe sopra le scatole elettriche dopo sei mesi.
Anche io ho sbagliato, al mio primo cantiere, a non mettere l’architrave su una porta da 90. In effetti la crepa arrivò puntuale, e il cliente aveva ragione a lamentarsi. Per questo, da quel giorno, l’architrave è la prima voce che controllo nel preventivo. Quindi, ecco le risposte alle domande che mi fanno più spesso in studio e in cantiere:
- Quanto costa al metro quadro un tramezzo interno in laterizio? Di solito tra i 60 e i 100 euro chiavi in mano, tutto compreso.
- Meglio tramezzi in laterizio o cartongesso? In genere il cartongesso è più veloce e leggero, ma il laterizio regge meglio i carichi e non teme l’umidità.
- Che spessore scegliere per un tramezzo interno? In pratica 8 cm per i divisori leggeri, 12 cm per la norma, 15 cm se vuoi un buon isolamento acustico tra le camere.
- Posso demolire un tramezzo interno da solo? Prima di tutto fai verificare la struttura a un tecnico: sbagliare diagnosi qui è pericoloso.
- Serve un permesso per creare tramezzi interni? Di solito serve la CILA quando cambi la distribuzione degli ambienti, ma verifica sempre le regole del tuo comune.
Conclusione sui tramezzi interni in laterizio.
Il mio consiglio, da perito a committente, è semplice: non risparmiare sulle cose che non si vedono. In pratica architravi, collegamenti sismici, giunti sfalsati e tempi di asciugatura costano poco oggi, ma ti salvano da crepe e contestazioni domani. In effetti ho visto clienti scegliere il preventivo più basso per ritrovarsi, dopo un anno, con pareti fessurate e con porte che non chiudono. Ancora tra cinque anni, con blocchi alveolati più evoluti, il tramezzo in laterizio sarà lì. Inoltre chi l’ha fatto bene non dovrà metterci mano. In sintesi, spendete quei trenta euro in più per l’architrave: ve lo dice uno che ha pagato la lezione di tasca propria.